Cultura in Valle d'Aosta
I Castelli della Valle d'Aosta: il castello di Fenis
Strettamente legati con la storia della Valle, i castelli hanno assolto nei secoli passati il delicato compito di garantire i transiti militari e commerciali difendendo il ruolo strategico di una terra di confine.

Castello di Saint-Pierre
Collocato su uno sperone roccioso in località Tache, il castello di Saint Pierre, che risulta essere uno tra i più antichi manieri della regione, si distingue per le sue quattro torrette laterali. La struttura primitiva dovrebbe risalire al dodicesimo secolo. Ora di proprietà del Comune di Saint Pierre, viene utilizzato come sede del Museo Regionale di Scienze Naturali.
Castello di Sarriod de la Tour
Rimangono oscure le origini del castello di Sarriod de la Tour, situato a Saint-Pierre. Interessanti, pur se frammentari, sono gli affreschi duecenteschi della Cappella del castello: la parte superiore di una Crocifissione, due sante, delle sirene e un’Adorazione dei Magi. Particolare è "La sala delle Teste", ambiente di rappresentanza, che deve il proprio nome al soffitto sorretto da 171 mensole, scolpite con mostri grotteschi e animali che reggono stemmi araldici (databili attorno al 1430).
Castello Reale di Sarre
Costruito nel 1710 sui resti di una casa forte del 1200, dopo vari passaggi di proprietà il castello reale di Sarre fu acquistato dal Re d'Italia Vittorio Emanuele II, che lo ristrutturò e lo utilizzò come residenza durante le battute di caccia in Valle d'Aosta. Il castello fu abitato per villeggiatura anche da Umberto e dalla regina Maria José.
Castello di Issogne
Il castello di Issogne assunse l'aspetto attuale tra il 1490 e il 1510 per opera di Giorgio di Challant, priore di S. Orso. Entrando nel palazzo si accede al cortile al centro del quale si trova la celebre fontana del melograno in ferro battuto. L'androne e il portico sono decorati di pitture che narrano di scene di vita quotidiana del quattrocento. Si possono visitare la sala baronale che custodice un camino in pietra con stemma della famiglia Challant, la cappella con l'altare gotico di legno, la stanza "del Re di Francia" con soffitto a cassettoni decorato da gigli e camino con scudo della dinastia francese dei Valois, e la stanza dei "Cavalieri di San Maurizio" con il soffitto a cassettoni su cui è dipinta la croce dell'ordine.
Castello di Fénis
Il castello di Fénis è noto per la sua straordinaria architettura e la potenza evocativa delle sue torri e mura merlate. Il castello ha pianta pentagonale. Il cortile interno, con scalone semicircolare e balconate di legno, è decorato da splendide pitture: San Giorgio che uccide il drago, saggi e profeti recanti cartigli con proverbi e sentenze morali in francese antico, l'Annunciazione e i Santi. Si possono visitare le sale d'armi e da pranzo, la dispensa, la cucina, lo studio e l'esattoria, la cappella con sala di rappresentanza e le camere dei conti.
Castello di Ussel
Il castello di Ussel rappresenta una svolta nell'architettura militare valdostana: è il primo castello monoblocco, ultima fase evolutiva del castello medievale, e segna il passaggio tra il contemporaneo castello di Fénis e le rigide forme del castello di Verrès. Dopo essere passato più volte dagli Challant ai Savoia e viceversa, il castello venne utilizzato come prigione, fino all’abbandono. A pianta rettangolare il castello presenta una muratura culminante in archetti ciechi e bifore, con decorazioni floreali e geometriche. All'interno rimangono i monumentali camini.
Forte di Bard
Il complesso del Forte e Borgo di Bard è il nuovo polo culturale delle Alpi Occidentali. Nel 1242 i Savoia entrano in possesso della signoria di Bard e nel 1661 vengono concentrate a Bard le armi provenienti da altre fortificazioni valdostane, tra cui Verrès e Montjovet. In occasione dell’arrivo di Napoleone Bonaparte, nel maggio del 1800, il castello diventa protagonista di una storica battaglia tra l' esercito Napoleonico e quello Austriaco. Le strutture difensive del forte erano talmente efficaci che l'armata napoleonica impiegò circa due settimane per superare le difese austriache. Il forte venne poi smantellato per evitare ulteriori pericoli. Quello che vediamo oggi è il rifacimento voluto da Carlo Felice nel 1830.